Investimenti ideali
di Stefano Porrone


GRANDE EXPLOIT DELLE OPERE PROVENIENTI DA CINA, TAIWAN E GIAPPONE. E IN MOLTI SCOMMETTONO SU GIRI MARUTA, ARTISTA NIPPONICO CHE OGGI VIVE TRA LA TOSCANA E MILANO

AIla fine del 2006, il segmento dell'arte contemporanea si è dimostrato quello più dinamico nel panorama generale dell'arte internazionale. Il numero degli appassionati e collezionisti incrementa di anno in anno così come il numero di aste, fiere e mostre mercato dedicate. Per quanto riguarda le tendenze, la fotografia rappresenta attualmente il segmento più da tenere d'occhio. Nel periodo da gennaio e settembre 2006, l'indice dei prezzi delle fotografie di artisti nati dopo il 1945 è aumentato del 262% mentre dipinti e sculture hanno visto aumentare la loro percentuale di circa il 150%.

Ma tra le novità dell'anno scorso è da ricordare anche, e soprattutto, il grande exploit del mercato dell'arte orientale, soprattutto di quella proveniente da paesi quali Cina, Giappone e Taiwan che hanno visto i valori delle loro opere subire un forte incremento. E la corsa dovrebbe proseguire e consolidarsi anche nel prossimo futuro.

Degli artisti sui quali puntare nel 2007 ne abbiamo selezionato uno in particolare, Giri Maruta, un inspirato artista giapponese da poco arrivato in Italia la cui semplicità e eleganza della pittura si mescolano all'introspezione zen. L'artista spiega così il suo percorso tra pittura e meditazione: «Il vuoto è forma, la forma è vuoto, recita un noto detto buddhista». L'arte zen da secoli impiega lo spazio vuoto per esaltare le forme e viceversa, creando un'armonia perfetta per l'occhio e allo stesso tempo in grado di emanare un senso di pace per la mente. «Come per l'ikebana, l'antica arte giapponese di disporre fiori in un vaso, tutto è fatto per magnificare lo spazio», spiega Giri Maruta.

Nato nel 1953 in Giappone, l'artista unisce meditazione e pittura, creando sulla tela scenari interiori fatti di luci impalpabili e segni precisi, in una spontaneità che è tutto meno che improvvisata. I suoi quadri ricordano le opere di Kandinski, uno dei suoi artisti preferiti, ma hanno allo stesso tempo un fascino orientale di semplice eleganza. «Una volta, agli inizi della mia carriera come artista, sono andato da un gallerista nella città di Nagoya per fargli vedere il mio lavoro. Mi chiese perchè pensavo di dover dipingere tutta la tela. La sua frase detta in maniera casuale da parte sua mi colpì molto.



Tornai successivamente a mostrare il mio lavoro che era cambiato da allora», racconta Giri Maruta, che aggiunge «la meditazione esalta il silenzio e un buon dipinto fa questo, dipinge il vuoto. Dipingo in modi differenti, a volte in gruppi di meditazione e l'energia è differente quando medito e danzo. Quando dipingo invece da solo, mi siedo di fronte alla tela, connetto con il dipinto, con me stesso e con ciò che mi passa attraverso. Il dipingere accade in questo sedersi e il dipinto mi risponde, mi rivela come vuole essere fatto.

La migliore opera si presenta quando io mi metto da parte, in un certo senso, e il dipinto mi usa, e io divento il pennello. Mi dà molta gioia e amo i miei dipinti. Il mio desiderio è che portino un po' di silenzio nella vita di chi possiede una delle mie opere e possa esserne altrettanto felice.

Il mio intento è che il mio dipingere possa dare energia per andare più in profondità e toccare la propria interiorità. In questo senso l'arte può essere un modo anche per chi non medita di avere un momento per se stessi e stare in silenzio».Giri Maruta ha un percorso molto insolito come artista. Figlio di un piccolo imprenditore diventa un attivista politico in Giappone nei primi anni '80, dopo aver scoperto negli anni '60 durante l'università il movimento radicale. Si batte socialmente per i diritti dei lavoratori in un paese in cui a tutt'oggi non esistono sindacati, e va incontro a una crisi personale che lo porta nel 1986 a Poona, in India, nella comune di Osho, noto maestro spirituale che aveva accolto attorno a sé all'epoca migliaia di persone da tutto il mondo.



Al mio sogno era di creare felicità intorno a me e questo in effetti era ciò che mi motivava anche nel mio lavoro in politica, cercando dei valori diversi nella mia vita, differenti da quelli che la mia società mi proponeva» spiega Giri Maruta che inizia lì il suo percorso artistico. «E' stata una vera sorpresa per me, mi trovavo in un corso di meditazione e pittura come interprete e ho finito per scoprire la pittura come forma di espressione. A scuola non ero bravo in arte e i miei insegnanti mi avevano sempre dato voti molto bassi, c'era molto giudizio in me all'epoca su me stesso e sul dipingere».

Scopre cosi l'arte a 34 anni, vivendo e lavorando da quel momento in poi in India, Germania, Svizzera e Giappone dove espone in mostre personali e collettive. Le sue opere sono sparse in collezioni private in tutto il mondo dagli Stati Uniti all'Oriente, soprattutto in Giappone. I quadri sono a colori o in bianco e nero, strumento che Giri Maruta sente particolarmente ispiratore: «con il colore è facile creare bei dipinti, ma in bianco e nero per creare qualcosa di bello devo andare molto profondità in me stesso. E' più una sfida».

Altra particolarità del suo lavoro, oltre alle opere più astratte, è il ritrarre scenari naturali in una chiave onirica. «Gli alberi bajan in particolare mi affascinano» spiega l'artista. «Mi connetto con questo albero perché è caotico e armonioso allo stesso tempo, come la Vita. Per lungo tempo sentivo il desiderio di ritrarlo e pensavo di non esserne capace e neanche ci provavo. Una volta ho avuto un serio incidente in cui mi sono rotto la spina dorsale.

Durante la convalescenza, che si è conclusa con una quasi perfetta guarigione, ho realizzato che in ogni momento il mio corpo poteva morire. Quindi ho capito che avevo bisogno di dipingere. Era come onorare il fatto che ero vivo, e che avevo bisogno di vivere la mia vita pienamente in ogni istante o avrei perduto questa occasione».

Giri Maruta al momento vive in Italia, tra la Toscana e Milano ed è interessato a conoscere maggiormente il nostro paese, «la vita mi ha sempre portato in luoghi inattesi, proprio come la pittura».


Hedge january 2007

 



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