Giri Maruta è nato nel 1953 a Kariya vicino a Nagoya, città situata tra Tokyo e Kyoto, nella zona centrale del Giappone.

La madre di Giri è una donna con un profondo senso per la bellezza. Crea bellissime opere d’arte in dipinti ad olio, in stile tradizionale giapponese e in varie altre espressioni d’arte. Il nonno di Giri era un grande amante delle arti che ha collezionato molte importanti miniature dell’est e dell’ovest.

Nel sangue di Giri c’è un DNA che ama la bellezza e l’arte, ma c’è voluto tempo perché egli riconoscesse in se stesso l’importanza di ciò. Durante il periodo scolastico non è mai stato interessato alle classi d’arte.

La passione di Giri per la pittura inizia nel 1989 quando comincia a dipingere in India.

Negli anni 60 e 70 il suo interesse era per un modo di vivere alternativo e questo ha fatto in modo che egli si impegnasse attivamente nel movimento studentesco e nella rivoluzione culturale. Dopo tutte queste esperienze è arrivato alla meditazione, un profondo viaggio dentro se stesso che ha portato trasformazione.

Nel 1987 diventa discepolo del maestro illuminato Osho, e nel 1989 si trasferisce in India. Migliaia di ricercatori spirituali da tutto il mondo si sono radunati nella Comune di Osho a Pune, India per stare col proprio maestro, creando una vita di celebrazione tramite la meditazione, seminari di crescita interiore, musica e Arti. Molti artisti di talento sono andati a Pune, come gli artisti giapponesi Meera Hashimoto, Ninad e Geetesh, ed anche Padma dagli Stati Uniti, e Nirman dall Gran Bretagna e l’artista italiano Prashant.

Partecipando come traduttore ad uno dei seminari d’arte, si risveglia in Giri la passione dormiente di essere un artista. Continua la lavorare intensamente con gli artisti presenti creando molti bei dipinti e ricevendo molti riscontri positivi. All’interno della comune è riconosciuto molto velocemente come un artista estremamente dotato. Nel 1990, dopo sei mesi di questa iniziale esperienza nel lavoro artistico, ha la sua prima esibizione congiunta nella commune di Osho.

Nel 1991 Giri ha la sua prima esibizione nella comune come solista intitolata: “Amore, Gioia, Silenzio” ed il suo lavoro è rappresentato nella rivista “Osho Times”.

Nel 1992 ha due esibizioni a Monaco, Germania, e presso l’Osho Tao Center ed il teatroTube Ciracs.

Nel 1994 Giri ha la sua prima esibizione nella galleria d’arte Tosoan a Nagoya, Giappone, dove è cresciuto. Quella esibizione è estremo successo e la maggior parte del lavoro viene venduto. Lo stesso anno ha una seconda esibizione a Sendai, Giappone, presso la galleria 88, che è famosa per l’arte contemporanea. Il suo lavoro artistico è ricevuto benissimo ed il quotidiano Kahokushinpo scrive che nei suoi quadri “c’è silenzio e ritmo che creano pace e rilassamento per la gente”.

L’anno seguente nel 1995 esibisce il proprio lavoro presso la galleria Ekakiya a Sendai, Giappone. Il famoso artista surrealista ed educatore Teruo Miyagi parla dei dipinti di Giri dicendo che, “provengono da un spazio di non mente e conducono la gente al rilassamento ed alla meditazione”.

Nel 1999 Giri è invitato a Kyushu nel sud del Giappone, dove tiene tre esibizioni. La prima è presso il Museo Ujiyama Teppei nella città di Hita, la seconda presso la galleria Dordogne nella città di Yufuin e la terza presso la galleria Takasaki nella città di Beppu. Il suo lavoro d’arte è illustrato nei quotidiani locali e in programmi televisivi.

Dopo una lunga pausa come artista, Giri tiene un’esibizione nel 2006 a Nagoya presso la galleria “This Is It”, che fa riprendere la sua vita come pittore. Durante questa esibizione conduce anche due seminari di pittura.

Dopo essersi trasferito in Italia, ha la sua prima esibizione nel giugno 2007 presso il Cafe Emporio Isora a Milano. L’evento di apertura è caratterizzato da una rappresentazione d’arte che incorpora musica e danza dipingendo un’opera di grandi dimensioni. Il pubblico rimane profondamente toccato dalla bellezza e dal silenzio creato dalla rappresentazione.

I dipinti di Giri avevano molti aspetti, da un lato il monotono bianco e nero delle pitture Zen e dall’altro lato una gamma di intensi dipinti colorati con movimento, dinamismo e sensibilità. Il metodo adoperato proviene dall’arte contemporanea occidentale con un’essenza di arte tradizionale Giapponese. Questi lavori hanno rappresentato un’espressione totalmente nuova nel mondo artistico di Milano. Il giornalista d’arte Stefano Porrone ha scritto un articolo di tre pagine per la rivista di investimenti “Hedge”(Gennaio 2007), definendo i quadri di Giri “il miglior investimento nell’arte contemporanea”.

L’arte di Giri deriva dalla sua Meditazione, riflette l’unità con l’esistenza ed è sua convinzione che quando l’arte arriva direttamente dalla fonte dell’esistenza c’è una bellezza che è eterna. I suoi quadri sono un invito a ritornare nella vera casa che è dentro noi stessi, uno dei più profondi desideri dentro ogni essere umano.

La sua più recente fonte di ispirazione è l’albero Banyano, che cresce in India e che può essere trovato anche in altri paesi. Può raggiungere l’altezza di 20 metri, con radici che crescono verso il basso, dal cielo alla terra. Se visto da vicino questo albero può apparire molto caotico, ma se visto nella sua interezza c’è molta armonia e stabilità. Per Giri, l’albero Banyano è il simbolo del mistero dell’India e dell’esistenza stessa.

Nel 2000 dopo un incidente quasi fatale, Giri realizza che la morte può arrivare ad ogni momento. Dopo la guarigione inizia a dipingere alberi Banyani, qualcosa che in precedenza gli era sempre sembrato troppo grande da dipingere. Era comunque determinato a farlo prima della propria morte. Dipingendo questi alberi apprende l’abbondanza dell’esistenza ed i suoi dipinti esprimono il mistero della vita.


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